PENSIONI E GIOVANI

mercoledì 12 ottobre 2011

Pensioni: SPI CGIL, no all’uso strumentale e allo scontro tra generazioni  
“Il governo non usi in modo strumentale e populistico il tema delle pensioni ed eviti di soffiare sul fuoco paventando uno scontro tra generazioni che non ha davvero ragione di esistere”. E’ quanto ha dichiarato il Segretario Generale dello SPI CGIL, Carla Cantone in merito all’ipotesi di una riforma del sistema previdenziale da inserire all’interno del decreto sviluppo.
“Se il governo ha davvero l’intenzione di costruire il futuro pensionistico dei giovani di questo paese - ha continuato Cantone - deve dare vita ad una profonda riforma del mercato del lavoro e permettere loro di avere un’occupazione stabile. Il problema, infatti, non è che i pensionati di oggi ‘rubano’ le pensioni dei giovani ma che questi ultimi allo stato attuale non hanno alcuna prospettiva previdenziale perché non avranno accumulato i requisiti per potervi entrare a causa di un accesso al mondo del lavoro sempre più complicato e per la cronica condizione di precarietà”.
“Il governo, insieme alla Confindustria e ad alcuni illustri opinionisti che si sono spesi in queste ore sul tema - ha concluso il Segretario Generale dello SPI CGIL - dovrebbero piuttosto adoperarsi per rendere più sostenibile e meno rigido il sistema previdenziale italiano, permettendo l’uscita dal mercato del lavoro delle persone più anziane e favorendo di conseguenza l’occupazione giovanile così come avviene nella maggior parte dei paesi europei”.



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ANCORA CONDONO PER I FURBI

 FISCO. Il condono premia i furbi. Serve una tassa sulle grandi ricchezze.

Con il contributo dalle grandi ricchezze si avrebbero 12 miliardi l'anno per rilanciare l'economia e favorire l'occupazione dei giovani. Basta con le false riforme ora bocciate anche dalla Corte dei conti
“Un governo diviso, che non ha nessuna idea di politica economica, ripesca il condono fiscale ed edilizio per recuperare le risorse che sono state precedentemente sottratte alla legge e alla giusta redistribuzione della ricchezza. Con il condono si premierebbe quindi chi è corresponsabile della crisi attuale”. Lo sostiene Danilo Barbi, segretario confederale della Cgil che commenta così la proposta di un condono fiscale e magari anche edilizio sostenuta da una parte della maggioranza.
Ora anche la Corte dei conti ha bocciato la riforma fiscale per gli stessi motivi con cui noi l'avevamo criticata: non ha copertura finanziaria e perché parte delle entrate sono state usate dal decreto di agosto; bisogna quindi tassare beni "personali e reali", evitando i tagli lineari alle agevolazioni che sarebbero recessivi e si concentrerebbero soprattutto su coloro che già pagano regolarmente le imposte e in particolare sui contribuenti che si collocano nelle classi di reddito meno elevate”.
Una misura fiscale che faccia pagare le grandi ricchezze (solo il 5% degli italiani), secondo la Cgil, potrebbe generare un gettito massimo potenziale di circa 12 miliardi di euro, risorse che sarebbero subito a disposizione per un grande piano di sviluppo e in particolare per un grande piano nazionale per il lavoro dei giovani. 


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LETTERA DI UNA DONNA ALBANESE A BERLUSCONI

giovedì 29 settembre 2011

Riceviamo e pubblichiamo


La scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto questa lettera al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”. In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.

NATA FEMMINA

Egregio Signor Presidente del Consiglio,
le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione”.
Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite dea Garbagnate Milanese fino in Sicilia: Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate.
A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana.
Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quant'altri. E' solo allora – tre anni più tardi – che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre o nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.
Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo.
E' una storia lunga, Presidente....Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio. In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e dello loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite.
Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci,
Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuriano varie polemiche, ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne è messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi; mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch'io a tutte le donne albanesi.

Merid Elvira Dones


P.S. Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione spero sentano l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad altre persone. Grazie. Elvira

I SINDACATI DEL MONDO CON LA CGIL

lunedì 29 agosto 2011



Sciopero Generale: l'appoggio e la solidarietà internazionale  
La Confederazione dei Sindacati delle Americhe e le organizzazioni sindacali presenti all'incontro annuale di coordinamento sulle politiche di cooperazione sindacale, riunitisi a Panama il 25 agosto, hanno manifestato il loro appoggio e la loro solidarietà allo Sciopero Generale del 6 settembre promosso dalla CGIL. 

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ANCHE L'ANPI PER LO SCIOPERO GENERALE


Sciopero generale: il sostegno dell'ANPI alla mobilitazione del 6 settembre  
L’ANPI, nel denunciare l’iniquità di una manovra finanziaria che comprime pesantemente i diritti del lavoro, manifesta il proprio sostegno allo sciopero indetto dalla CGIL per il 6 settembre prossimo. Occorre un no unitario e responsabile a provvedimenti che, lontano dal risolvere efficacemente la crisi che attraversa il Paese, producono come unico risultato l’aggravamento delle già precarie condizioni di lavoro di tanti italiani.
Resta fermo per l’ANPI, in ogni caso, l’obbiettivo imprescindibile dell’unità sindacale, particolarmente importante e decisiva in momenti così difficili per la vita del Paese.


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ESPRIMIAMO LA NOSTRA INDIGNAZIONE CONTRO LE SCELTE DEL GOVERNO


Il Governo, con le manovre finanziarie di luglio e agosto e con le recenti “gratuite e provocatorie proposte”, colpisce (penalizza): le persone malate (con il super-ticket), le pensioni di reversibilità e le indennità di accompagnamento.
Per fermare queste “mazzate” sui redditi e sulla dignità dei lavoratori, dei pensionati e degli invalidi (disabili e non autosufficienti), lo sciopero generale nazionale del 6 settembre 2011, proclamato dalla CGIL, sarà anche una grande manifestazione di “indignazione popolare” contro gli attacchi del governo ai diritti delle persone.


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SCIOPERO GENERALE CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO



CGIL Veneto: 6 settembre sciopero e manifestazione a Mestre

Sarà una manifestazione regionale in piazza Ferretto a Mestre ad accompagnare nel Veneto lo Sciopero Generale che la CGIL ha indetto per il 6 settembre contro la manovra del Governo.
Lo ha deciso la Segreteria regionale dopo un incontro con i Segretari Generali delle Camere del Lavoro e della categorie che ha rimarcato la particolare negatività dell’impatto di un simile provvedimento sul tessuto sociale ed economico di una regione a forte vocazioni industriale come il Veneto, falcidiato da una crisi che vede attualmente 223 aziende a rischio di chiusura, un’ondata di licenziamenti collettivi in forte crescita rispetto all’anno scorso (+25%), un ulteriore aumento della precarietà, la mortificazione dei giovani tra cui la disoccupazione continua e crescere e sta prendendo largamente piede il fenomeno dei neet (soggetti che non studiano e non lavorano) saliti in due anni dal 12% al 17% del totale della popolazione tra i 15 ed i 34 anni presente in regione “La manovra - dice Viafora - non dà nessuna risposta a questa situazione ed anzi appesantisce ulteriormente le condizioni delle famiglie venete, impoverite dal combinato della perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni accumulatasi dal 2000 ad oggi e dagli effetti di quasi quattro anni di crisi pagati con cassa integrazione, erosione dei risparmi, barriere alla crescita sociale delle forze più giovani e vitali.
Per questo come CGIL abbiamo deciso di contrastare anche con lo sciopero generale questo provvedimento dal carattere depressivo e socialmente iniquo che chiede sacrifici a lavoratori e pensionati, toglie ossigeno a Comuni e Regioni, taglia servizi e tutele sociali, attacca i diritti dei lavoratori a partire dall’articolo 18 e rischia di cancellare i contratti nazionali, mentre usa una mano più che leggera con gli evasori fiscali ed i possessori di grandi rendite finanziarie e patrimoni.
Lo facciamo mettendo in campo proposte che segnino un punto di svolta rispetto ad una linea ed una condotta politica che ha portato al disastro il paese da parte di un Governo ormai commissariato dall’Europa ed incapace di procedere se non a colpi di decreti e di voti di fiducia.
Dalle assemblee che stiamo facendo in questi giorni troviamo una forte condivisione della nostra scelta da parte dei lavoratori che attendiamo numerosi alla manifestazione in piazza Ferretto. Una controprova l’abbiamo avuta nella giornata odierna dalla buona riuscita della mobilitazione dei lavoratori pubblici che hanno dato vita a più di 70 presidi davanti a Ulss e Municipi. Alla manifestazione ci aspettiamo l’adesione dei molti Sindaci preoccupati per le sorti delle loro comunità che rischiano di veder accrescere tasse e tariffe locali e ridurre i servizi a fronte della stretta imposta dalla manovra.
Nei prossimi giorni saremo nelle piazze e nei mercati con gazebo organizzati dal sindacato dei pensionati assieme alla CGIL ed agli studenti per presentare ai cittadini le nostre proposte e chiedere il sostegno alla nostra battaglia a partire dalla sottoscrizione di una petizione contro la decisione di abolire (unico paese in Europa e nel mondo!) le festività civili.
Infine un appello specifico lo rivolgiamo a tutti quei giovani che non vogliono rassegnarsi ad un futuro di negazione dei diritti e della dignità nel lavoro. La CGIL il 6 settembre sarà in piazza anche per sostenere le loro giuste aspettative di vita e di lavoro”.