L'ITALIA SONO ANCH'IO

lunedì 2 gennaio 2012


E' iniziata anche a Portogruaro la raccolta  firme per dare la cittadinanza ai bambini figli di stranieri nati in Italia ed il diritto di voto ai lavoratori regolari che i risiedono nel nostro Paese da almeno cinque anni.

Lo SPI CGIL partecipa alla campagna e invita i cittadini a sottoscrivere le proposte di legge di iniziativa popolare sui moduli che si trovano all'Ufficio Elettorale del Comune di Portogruaro.


Una riforma del diritto di cittadinanza che preveda che anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani e una nuova norma che permetta il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da cinque anni.
Per raggiungere questi obiettivi le due proposte di legge di iniziativa popolare debbono raccogliere 50mila firme entro la fine di febbraio 2012.  Ci sono oltre cento città al lavoro con altrettanti comitati e migliaia di volontari che stanno raccogliendo firme.

•    ACLI
•    ASGI
•    RETE G2 - SECONDE GENERAZIONI -

•    ARCI
•    CARITAS ITALIANA
•    CENTRO ASTALLI
•    CGIL
•    EMMAUS
•    FCEI
•    LIBERA
•    CNCA
•    LUNARIA
•    MIGRANTES
•    IL RAZZISMO è UNA BRUTTA STORIA
•    TAVOLA DELLA PACE
•    COMUNE DI REGGIO EMILIA
•    TERRA DEL FUOCO
•    UGL
•    COORDINAMENTO ENTI LOCALI PER LA PACE



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CONFRONTO COL GOVERNO

sabato 31 dicembre 2011

Governo: CGIL, confronto sia serio e riguardi l'insieme dei provvedimenti per la crescita
Al centro del confronto, secondo la CGIL, dovranno esserci la lotta alla precarietà, i provvedimenti per favorire l'occupazione giovanile e femminile e la riforma degli ammortizzatori sociali

''La CGIL è pronta ad un confronto serio col governo che riguardi l'insieme dei provvedimenti per la crescita''. Così dai piani alti di Corso d'Italia si commentano a caldo le parole del Presidente del Consiglio in conferenza stampa.

Certamente, però, aggiungono dal sindacato, ''dopo le decisioni unilaterali del governo sulle pensioni e i problemi che sul tema restano ancora aperti, il confronto non si presenta facile, inoltre dovrà essere un confronto vero e non condizionato dalla fretta''.

Per quanto riguarda il tema del mercato del lavoro, ''al centro del confronto dovranno esserci la lotta alla precarietà, provvedimenti per favorire l'occupazione giovanile e femminile, e la riforma degli ammortizzatori sociali, visto che ci troviamo di fronte ad una stagione molto difficile''. Infine, sottolineano in CGIL, ''se si vuol veramente far crescere il paese, il primo provvedimento da prendere dovrà essere quello di ridurre il carico fiscale ai lavoratori dipendenti''.
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MANOVRA MONTI

martedì 13 dicembre 2011


Manovra: Camusso, solo rigore, niente equità. “Non rinunciamo all'idea che questa manovra va cambiata perchè così com'è fa male ai lavoratori e fa male al Paese. In questo modo non si salva il Paese ma lo si manda in crisi e in recessione. Noi vediamo solo il rigore senza l'equità, rigore contro i redditi bassi e non contro chi non ha mai pagato”. E' quanto dichiarato dalla leader della CGIL, Susanna Camusso intervenedo dal presidio in Piazza Montecitorio. “Forse - ha aggiunto Camusso - il governo tecnico non ha chiaro che le riforme strutturali non si fanno senza consenso. Nessun governo di un paese che si dica democratico può agire senza il necessario consenso delle rappresentanze sociali”. Anche perchè le misure spacciate come riforme “servono solo a fare cassa e non guardano ai giovani”. Ma soprattutto deve essere chiaro che “contro il lavoro non si riforma il paese”.

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CONFERMATO LO SCIOPERO GENERALE UNITARIO

lunedì 12 dicembre 2011



Concluso dopo circa due ore l'incontro a Palazzo Chigi con Monti, parla il Segretario Generale della CGIL secondo il quale il governo "ha difeso la sua impostazione" sulla manovra e ha "cercato di argomentare, senza convincerci, che sarebbe stata una manovra equilibrata" »


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LO SPI CGIL SUL TEMA PENSIONI

martedì 29 novembre 2011

Dichiarazioni del Segretario generale Spi-Cgil Carla Cantone

Quelle che abbiamo bollato come scelte inique e ingiuste compiute da Berlusconi non possono essere accettate se a riproporle sarà il governo Monti.
Ricominciare dai veri privilegi, dalle caste e dai ricchi sarebbe davvero un segno di giustizia sociale e di equità che può permettere ad ognuno di assumersi le proprie e necessarie responsabilità.
Se la parola equità ha un senso il governo non può quindi ripartire ancora una volta da chi ha già lavorato 40 anni e dai pensionati con un reddito medio basso.
Il taglio al sistema di perequazione annuale delle pensioni è stato effettuato dal governo Berlusconi nel giugno scorso.
Tale sistema non ha mai tutelato concretamente il reale potere d’acquisto dei pensionati, che ha subito una perdita del 30% negli ultimi 15 anni.
Ripartire ancora dai pensionati non va bene, anzi se si vuole aiutare la crescita e i consumi, sarebbe il caso di rivedere il meccanismo perequativo per garantire una reale e costante difesa delle pensioni medio basse rispetto all’inflazione e al costo della vita.
E’ per questo che si rende sempre più urgente l’avvio di un confronto con le parti sociali, che dovrà servire a chiarire una volta per tutte le reali intenzioni del governo in materia di pensioni e a portarci ad esprimere il nostro conseguente giudizio.
Roma, 28.11.2011

COMUNICATO SU INCONTRI CON I SINDACI

COMUNICATO SU INCONTRI CON SINDACI

La Segreteria dello SPI Provinciale di Venezia esprime grande soddisfazione per le
iniziative di incontro con i Sindaci della zona del Veneto Orientale, del Miranese e della
Riviera del Brenta tenutesi nei giorni scorsi e ringrazia le Leghe SPI coinvolte per il loro
lavoro e partecipazione.
Questi appuntamenti, che complessivamente hanno riguardato oltre 300 cittadini e cittadine,
ci hanno permesso di incontrare una ventina circa di Sindaci e Amministratori della nostra
provincia (circa la metà) per discutere le manovre del passato governo, riproporre la nostra
piattaforma e inaugurare una nuova stagione di contrattazione sociale che sarà confederale e
unitaria e fondata su maggiore equità e eguaglianza sociale.
Abbiamo riscontrato grande interesse da parte degli Enti locali che hanno fatto prevalere
sulle comprensibili e giustificate proteste per i tagli continui, un atteggiamento di grande
disponibilità all’incontro con il Sindacato e a iniziative di merito a partire dalla
predisposizione dei bilanci preventivi.
Per parte nostra, abbiamo sottolineato l’esigenza che gli incontri non siano saltuari e
occasionali, ma rientrino in un sistema di nuove relazioni stabili, fatte di informazione,
confronti, proposte e verifiche.
In questi giorni le Confederazioni CGIL CISL UIL della provincia di Venezia hanno inviato
a tutti i Sindaci la richiesta di incontro sui bilanci, allegando anche il protocollo di intesa
siglato con il Comune di Venezia che può essere utilmente riprodotto.
La contrattazione sociale non è una forma secondaria della contrattazione di categoria
nazionale, ma sempre più può diventare espressione di una comunità aperta e solidale che
recupera anche i terribili guasti inflitti all’ambiente urbano e all’ambiente sociale.
Ai prossimi appuntamenti ci presenteremo più convinti e preparati, anche dopo questi
incontri che ci hanno consentito di affrontare il quadro dei problemi che affliggono questo
Paese, e colpiscono soprattutto, dal punto di vista dei servizi sociosanitari e assistenziali i
cittadini e le cittadine più anziani, verso i quali va la nostra maggiore cura e attenzione.

La Segreteria dello SPI CGIL Venezia

Mestre, 25 novembre 2011


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NUOVO GOVERNO

venerdì 18 novembre 2011

Comunicato stampa

Monti, bene il metodo. Aspettiamo di conoscere il merito

Dichiarazioni del Segretario generale Spi-Cgil Carla Cantone

Apprezziamo il metodo con cui il Presidente del Consiglio Mario Monti si è mosso in queste prime ore e con il quale ha esposto oggi al Senato le linee programmatiche del suo governo.
Aspettiamo, però, di conoscere il merito dei provvedimenti annunciati, che al momento sono solo dei titoli da riempire.

Lo Spi-Cgil è, quindi, disponibile al dialogo e al confronto con il nuovo esecutivo – prassi che il governo Berlusconi aveva completamente rimosso – perché pensiamo di poter contribuire alla ricerca di soluzioni utili al rilancio del paese nel segno della giustizia sociale e dell’equità.

Se davvero questo governo vuole mettere mano ai privilegi presenti all’interno del sistema previdenziale italiano deve cominciare con quelli che riguardano la classe politica, i manager, i dirigenti e tutti quelli che hanno un’elevata retribuzione da lavoro e da pensione destinando le risorse recuperate ad un Fondo nazionale per i giovani.
Non si può pensare, invece, di colpire chi ha cominciato a lavorare in fabbrica a 14 anni e tutti quelli che svolgono lavori usuranti, faticosi e di grande responsabilità.
Una riforma delle pensioni non può, inoltre, non affrontare la questione del reddito delle pensioni medio-basse - che è sceso di oltre il 30% negli ultimi quindici anni - né può essere slegata da una profonda modifica del mercato del lavoro e dalla necessità di incrementare sostanzialmente un’occupazione certa, stabile e ben retribuita soprattutto per i giovani.

Il nostro auspicio è, infine, quello che sia finita la stagione dei tagli agli enti locali e che si vada verso la costruzione di un welfare sociale non caritatevole ma finalmente efficiente e vicino alle esigenze delle persone più deboli come gli anziani.


Roma, 17.11.2011