BISOGNA FERMARE IL MASSACRO SIRIANO

venerdì 16 marzo 2012

Siria: a un anno dall'inizio della rivolta, fermiamo il massacro! Trattativa e dialogo sono l'unica soluzione
Il 15 marzo del 2011, nella città della Siria meridionale di Dar’a, un gruppo di ragazzi, colpevole di aver scritto sui muri della scuola “il popolo vuole la caduta del regime” ed “è venuto il tuo turno, dottore” (riferendosi al presidente Bashar al Assad), viene prelevato e trattenuto dai servizi segreti. Tre giorni dopo, Il 18 marzo,  la protesta si scatena a macchia d’olio, le piazze  si riempiono di gente stanca della prepotenza del regime,  che chiede maggiore partecipazione democratica e giustizia sociale.  Accanto ad aperture di facciata, il governo Assad si mostra completamente chiuso ad ogni confronto con una protesta, per mesi, completamente pacifica, e scatena una durissima repressione.

Ad oggi più di 8.000 persone sono morte, 30.000 siriani si sono rifugiati nei vicini paesi (Libano, Giordania e Turchia) e circa 200.000 persone risultano essere sfollati interni, secondo i dati delle Nazioni Unite. Il paese è militarizzato, la protesta ha preso anche vie violente, settori dell’esercito hanno disertato, i cecchini di regime sparano sulla folla mentre si è costitutito un Esercito di Liberazione Siriano (ELS), sostenuto da una parte dell'opposizione della diaspora. E’ guerra civile.

Né le denunce dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani sulle ripetute violazioni dei diritti umani e la mancanza di protezione e di sicurezza della popolazione siriana, che rimane alla mercé della violenza del regime, né l’embargo commerciale, il congelamento dei beni ed il divieto di espatrio alle persone vicine alla famiglia Assad sono state in grado di indurre il regime  a cessare la repressione e a consentire l’accesso degli aiuti umanitari alla popolazione sotto assedio e sfollata. Il tardivo intervento di una missione di osservatori della Lega Araba e, ora, dell'inviato speciale dell'ONU, Kofi Annan, non sembra in grado di produrre un cessate il fuoco e l'avvio di una confronto tra il regime e le opposizioni.

E' chiaro che ogni possibile soluzione interna è condizionata dagli interessi delle potenze regionali e dei paesi confinanti per Il ruolo strategico della Siria nello scacchiere medio orientale.  Lo scenario di un nuovo intervento militare esterno, con il rischio sempre più vicino di una escalation di guerra regionale, con il coinvolgimento di Iran e di Israele, nel mezzo delle transizioni politiche che vivono Tunisia, Libia, Egitto, è lo spettro rievocato da più parti,  ed il costo, iniquo e pesantissimo, che si vorrebbe far pagare alla popolazione. Le petromonarchie del Golfo (Arabia Saudita e Quatar, in primis), la Turchia, gli Stati Uniti vorrebbero approfittare della protesta popolare per liberarsi di un regime inviso non tanto per la repressione interna, quanto per la sua alleanza con Mosca e Teheran, che, a loro volta, insieme alla Cina, sostengono incondizionatamente Assad.

E non sarà certo il tentativo ultimo del regime di Assad Al Bashar di dar corso alle “riforme “con il referendum dello scorso febbraio, boicottato dalle opposizioni e realizzato in un clima di guerra civile, o le elezioni annunciate per il prossimo mese di maggio, con il paese dilaniato dalla violenza e dalla repressione, a ricostruire la convivenza.

L’unica soluzione per la Siria e per la regione è la via del dialogo tra le diverse realtà religiose, etniche e politiche, nel riconoscimento e nel rispetto delle diverse identità, nella riconciliazione, nella giustizia, nell’affermazione del principio universale del diritto di autodeterminazione e di libertà di ogni popolo. Troppo tempo è già andato perduto, speriamo non irrimediabilmente.

La comunità internazionale, l'Italia e l'Europa – ancora drammaticamente divisa e inadeguata nel giocare un ruolo politico-diplomatico in un'area così importante  e vicina – devono impegnarsi per il raggiungimento di questo obiettivo, tanto ambizioso quanto necessario, richiedendo con fermezza, in ogni sede che la sicurezza, la protezione e l’assistenza umanitaria della popolazione siriana siano garantite.

Il regime siriano, responsabile di crimini contro l'umanità,  deve immediatamente adottare il cessate il fuoco, fermare la repressione, liberare i prigionieri politici.  Le stesse forze di opposizione ed i gruppi armati all’interno del paese dovrebbero accettare una tregua e chiedere l'avvio di un processo di transizione democratica.

La priorità, la responsabilità e la coscienza di ogni persona deve essere rivolta a garantire l’accesso degli aiuti umanitari alla popolazione civile, al di là di qualsiasi calcolo politico.

La politica deve tornare al centro, sulla base dei principi del diritto internazionale e dei diritti umani universali, per la pace, la sicurezza ed il benessere per tutti. 
 
 
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ASSEMBLEA PUBBLICA DELLA NOSTRA LEGA SPI

martedì 13 marzo 2012




Governo Monti
Rigore, equità, sviluppo:
solo enunciazioni o realtà ?



Ne parleremo in ASSEMBLEA PUBBLICA


VENERDÌ 16 MARZO 2012
alle ore 16.00
presso la Sala “Berlinguer”
Via Candiani - Concordia Sagittaria


INTRODUCE
Pietro ANESE - Segretario SPI CGIL Lega Lemene

***   dibattito   ***

CONCLUDE
Danilo TOCCANE - Segretario SPI CGIL Regionale Veneto





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MARTIRE DELLA CGIL

lunedì 12 marzo 2012

Mafia: CGIL, Rizzotto martire per democrazia e libertà in Sicilia
Dopo 64 anni è stato ritrovato il corpo di Placido Rizzotto, il Segretario della camera del lavoro di Corleone assassinato dalla mafia il 10 marzo del 1948. La Confederazione ringrazia la Polizia e la Magistratura, e avverte "nel suo nome lotta continua"
“Finalmente, dopo 64 anni, Placido Rizzotto, martire della lotta per la democrazia e per la libertà in Sicilia, potrà avere la sua tomba e i cittadini democratici un luogo dove portare un fiore e versare una lacrima”. Così in una nota la CGIL nazionale commenta la notizia del ritrovamento del corpo di Placido Rizzotto, il Segretario della camera del lavoro di Corleone assassinato dalla mafia il 10 marzo del 1948, nel ringraziare “per il brillante risultato la Polizia di Stato e la Magistratura, che hanno condotto indagini rigorose, coronate da questo importante successo”. La Polizia scientifica di Palermo ha infatti attribuito i resti di uno scheletro, trovato nel settembre 2009 in una foiba della località Rocca Busambra al partigiano e sindacalista Placido Rizzotto.

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PENSIONI ED AMMORTIZZATORI

giovedì 8 marzo 2012


Comunicato stampa

Risorse da pensioni per gli ammortizzatori sociali innescherebbe guerra fra poveri

                    Dichiarazioni del Segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone


Dopo la campagna sulla riforma delle pensioni improntata sulla divisione tra giovani e anziani se ne sta aprendo una analoga sul reperimento delle risorse da destinare a quella degli ammortizzatori sociali.

Per lo Spi-Cgil, però, non è pensabile che queste siano recuperate dall’intervento sulle pensioni e dal blocco dell’indicizzazione annuale perché per noi la partita che riguarda pensionati e pensionandi non è conclusa e deve essere assolutamente riaperta.
Altri scenari, che non vogliamo nemmeno immaginare, innescherebbero solo l’ennesima ed inutile guerra tra poveri.
Al paese serve ben altro ovvero quel segno di equità che è mancato finora nelle scelte del governo ma anche che si parli finalmente di crescita, di occupazione, di ammortizzatori sociali per tutti, di sanità e di assistenza, non dell’articolo 18.

E’ evidente che servono risorse ma prima di spendere ciò che è stato tolto ai pensionati si dica piuttosto qualcosa che assomigli alla giustizia sociale a partire dall’istituzione della patrimoniale sulle grandi rendite e dal taglio agli sprechi e ai privilegi. Le risorse tolte al sistema pensionistico devono essere investite prima di tutto per le pensioni stesse, sia per quelle di ieri che per quelle di oggi e di domani.

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OTTO MARZO: GIORNATA DELLA DONNA


In occasione della giornata internazionale delle donne dell’8 marzo desideriamo ricordare le donne delle zone rurali di tutto il mondo che contribuiscono in maniera significativa al benessere delle loro famiglie e delle comunità e alla costruzione di società ed economie sostenibili. In questa giornata, chiediamo l’adozione di misure che consentano a tutte queste donne di vivere e lavorare con dignità.
Le donne costituiscono il 43% circa della forza lavoro agricola nei paesi in via di sviluppo e più del 70% della forza lavoro in alcune economie ad alta intensità agricola. Che lavorino come coltivatrici, come lavoratrici salariate, o come imprenditrici, le donne delle zone rurali si prendono cura anche dei bambini e dei più anziani e si fanno carico di molte responsabilità. Attraverso i loro molteplici ruoli, le donne contribuiscono in maniera fondamentale allo sviluppo rurale.
Le donne delle zone rurali percepiscono un salario inferiore a quello degli uomini e hanno meno opportunità in termini di accesso all’istruzione, alla formazione, alle tecnologie e alla mobilità. Le loro giornate lavorative sono più lunghe di quelle degli uomini sia che svolgano lavori retribuiti che  non retribuiti. Inoltre, gran parte delle loro attività non vengono riconosciute in quanto non remunerate e confinate alla sfera domestica. Si prevede che, in molti paesi, con il protrarsi della crisi economica, il lavoro non retribuito delle donne aumenterà, riducendo la loro capacità di trovare un lavoro produttivo.

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SCIOPERO METALMECCANICI FIOM

martedì 6 marzo 2012


'Democrazia al lavoro', il 9 marzo la mobilitazione delle tute blu della CGIL
Sciopero generale e manifestazione nazionale della FIOM CGIL a Roma il 9 marzo

Dopo gli edili, a scendere in piazza a Roma saranno i metalmeccanici della CGIL. Le tute blu della FIOM incroceranno le braccia per otto ore, venerdì 9 marzo e manifesteranno a Roma. Il corteo partirà alle ore 9.30 da piazza della Repubblica per concludersi in Piazza San Giovanni.
'Democrazia al lavoro' è questo lo slogan scelto dalla FIOM CGIL per la giornata di mobilitazione nazionale, indetta dal sindacato per “riconquistare il Contratto a partire da FIAT, estendere l'occupazione i diritti e l'art.18, garantire il reddito e la cittadinanza”, come scritto sui manifesti che riempiono le vie della capitale.
“Mi auguro fabbriche vuote e piazza San Giovanni piena” ha affermato il Segretario Generale della FIOM CGIL, Maurizio Landini ricordando gli obiettivi della manifestazione: “difendere il contratto, bloccare le scelte della FIAT contro le libertà, aprire una discussione sulla politica industriale col Governo, ma anche mantenere l'articolo 18, riformare il mercato del lavoro riducendo la precarietà ed estendendo gli ammortizzatori sociali a chi non ce li ha e l'introduzione del reddito di cittadinanza”.
L'appello al mondo della cultura e alla società civile. La FIOM CGIL invita tutta la società civile e al mondo della cultura a partecipare alla giornata di protesta, perchè la perdita di democrazia e diritti non riguarda solo i metalmeccanici, ma tutti i lavoratori che sono stati i primi a subire gli effetti della crisi economica e sociale che sta investendo il paese. “Un appuntamento essenziale per tutti coloro che credono nella democrazia, nella giustizia sociale, nella libertà, nell’informazione libera e in un lavoro stabile con diritti. E in questo senso sono fondamentali il diritto allo studio, l’accesso alla cultura, la valorizzazione del patrimonio artistico e delle competenze” recita l'appello di adesione lanciato dalla FIOM per il 9 marzo.
L'invito ai Parlamentari a dire la loro sul comportamento della FIAT. La FIOM CGIL ha inoltre inviato una lettera a tutti i Parlamentari italiani ed europei per spiegare le motivazioni dello sciopero generale indetto per il 9 marzo e chiedere di esprimersi sulle discriminazioni sindacali in atto in FIAT. Con la lettera le tute blu della CGIL invitano i Parlamentari a dire la loro sulla lesione dei principi costituzionali attuata dalla FIAT, dalla mancata assunzione a Pomigliano dei lavoratori della FIOM, alla decisione di non reintegrare sul loro posto di lavoro i tre operai di Melfi, nonostante la sentenza del Tribunale di Potenza dei giorni scorsi, per arrivare al mancato riconoscimento delle agibilità sindacali ai delegati della FIOM CGIL, eletti dai lavoratori.

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PENSIONI ED AMMORTIZZATORI SOCIALI

Lavoro: SPI CGIL, risorse da pensioni per gli ammortizzatori sociali innescherebbe guerra fra poveri
 
“Dopo la campagna sulla riforma delle pensioni improntata sulla divisione tra giovani e anziani se ne sta aprendo una analoga sul reperimento delle risorse da destinare a quella degli ammortizzatori sociali”. E' quanto dichiarato dal Segretario Generale dello SPI CGIL, Carla Cantone.
“Per lo SPI CGIL, però - prosegue Cantone - non è pensabile che queste siano recuperate dall’intervento sulle pensioni e dal blocco dell’indicizzazione annuale perché per noi la partita che riguarda pensionati e pensionandi non è conclusa e deve essere assolutamente riaperta. Altri scenari, che non vogliamo nemmeno immaginare, innescherebbero solo l’ennesima ed inutile guerra tra poveri. Al paese serve ben altro ovvero quel segno di equità che è mancato finora nelle scelte del governo ma anche che si parli finalmente di crescita, di occupazione, di ammortizzatori sociali per tutti, di sanità e di assistenza, non dell’articolo 18”.
“E’ evidente che servono risorse ma prima di spendere ciò che è stato tolto ai pensionati si dica piuttosto qualcosa che assomigli alla giustizia sociale a partire dall’istituzione della patrimoniale sulle grandi rendite e dal taglio agli sprechi e ai privilegi. Le risorse tolte al sistema pensionistico - conclude Cantone - devono essere investite prima di tutto per le pensioni stesse, sia per quelle di ieri che per quelle di oggi e di domani”.


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