giovedì 29 marzo 2012






IMU = PATRIMONIALE SUI PENSIONATI
AUMENTI DA 300 a 1000 €. IN PIU’
Si corra subito ai ripari


Una vera e propria patrimoniale sui già magri redditi dei pensionati italiani.
E’ questo quello che rischia di diventare l’IMU, la nuova tassa sulla casa, se il Governo non correrà subito ai ripari.

Il prelievo, infatti, peserà per un 20-30% in più rispetto alla vecchia ICI per l’effetto combinato dell’aumento dell’aliquota e della rivalutazione delle rendite catastali.
Si tratta di una spesa aggiuntiva che può variare, a seconda delle città e delle dimensioni dell’abitazione, dai 300 ai 1.000 euro.

“Così come è stata delineata dal governo – ha dichiarato il Segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone - l’IMU finirà per colpire in modo profondamente errato gli anziani e soprattutto quelli che vivono in alloggi magari grandi e collocati nelle zone centrali delle città”.
“Le storture di questo provvedimento sono evidenti – ha continuato Cantone – perché sono state previste detrazioni per tutti quelli che hanno figli a prescindere dal reddito senza pensarne altre per anziani soli, monoreddito e sicuramente non ricchi e facoltosi”.
“Chiediamo pertanto – ha concluso il Segretario generale Spi-Cgil – al Governo e a tutti le forze politiche di intervenire subito per evitare un ulteriore accanimento nei confronti dei pensionati italiani”.

Roma, 28.3.2012


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Pensioni: CGIL, CISL e UIL si mobilitano il 13 aprile contro la riforma
Per la Confederazione è "necessario risolvere la drammatica situazione di migliaia di persone senza più stipendio e senza pensione, insieme allo scandalo delle ricongiunzioni onerose”
Per risolvere la drammatica situazione delle migliaia di persone senza più stipendio e senza pensione, e per chiedere una soluzione allo scandalo delle ricongiunzioni onerose, la CGIL, insieme a CISL e UIL si mobiliterà venerdì 13 aprile.
“La mobilitazione unitaria del 13 aprile sarà una mobilitazione di tutti i lavoratori”, ha affermato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, riferendosi a quei lavoratori che con la riforma delle pensioni sono diventati 'esodati': “dovevano accedere alla pensione - ha spiegato - invece non hanno nè lavoro, nè ammortizzatori sociali e sono alla ricerca di una soluzione". "Penso, inoltre, - ha proseguito - a tutti coloro che per effetto delle norme delle finanziarie del governo precedente si trovano a dover affrontare ricongiunzioni molto onerose per poter ricostruire le loro carriere pensionistiche”.
Come già annunciato dalla CGIL il capitolo delle pensioni non è chiuso e per questo scenderà in piazza a Roma, inieme a CISL e UIL, per contrastare quei provvedimenti del governo “profondamente iniqui, privi di qualsiasi gradualità, pensati e fatti esclusivamente per fare cassa”. 

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mercoledì 28 marzo 2012




Pensioni: Mobilitazione nazionale della CGIL a Roma il 17 aprile
Per la Confederazione è "necessario risolvere la drammatica situazione di migliaia di persone senza più stipendio e senza pensione, insieme allo scandalo delle ricongiunzioni onerose”
“Ogni giorno che passa diventa più chiaro ed evidente quanto la riforma delle pensioni sia profondamente iniqua, priva di qualsiasi gradualità, pensata e fatta esclusivamente per fare cassa”. Lo sostiene Vera Lamonica, Segretaria confederale della CGIL con delega ai problemi previdenziali e del welfare.

“Non importa poi che a pagarne i prezzi siano le donne, i giovani, i lavoratori, i pensionati – dice la dirigente della CGIL – per noi, però, la partita delle pensioni non è chiusa. È urgente affrontare subito la drammatica situazione di quelle lavoratrici e quei lavoratori che si trovano oggi senza lavoro, con gli ammortizzatori sociali conclusi o in via di conclusione, senza reddito e lontani dalla pensione. Così come va risolta l'assurda situazione di chi, pur avendo versato i contributi in gestioni previdenziali diverse, si vede costretto a sborsare cifre elevatissime per far valere e riunificare la contribuzione versata”.

“C'è poi da ricordare – conclude Lamonica - che le nuove misure sulla previdenza hanno portato l'età di pensionamento oltre i 70 anni, ma hanno praticamente vanificato la recente normativa sui lavori usuranti, peraltro già ampiamente insufficiente. Ciò non è possibile. I lavori, infatti, non sono tutti uguali: ci sono lavori più gravosi di altri. È per tutte queste ragioni che la CGIL promuove per il 17 aprile una mobilitazione nazionale a Roma”.
 
 
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martedì 27 marzo 2012

 

Clima: la CGIL aderisce all'iniziativa 'l'Ora della Terra' per un futuro sostenibile

“La lotta ai cambiamenti climatici va sostenuta, e rappresenta la sfida necessaria per garantire a noi e a tutte le popolazioni della terra, un presente e un futuro sostenibili”. Con queste parole la CGIL aderisce all'iniziativa 'l'Ora della Terra' promossa dal WWF in tutto il mondo. Il 31 marzo, dalle ore 20.30 alle 21.30, la CGIL insieme alle sue numerose Camere del Lavoro e Categorie, si unirà alle migliaia di aderenti: istituzioni, imprese enti, cittadini e cittadine e spegnerà la luce nelle sue sedi. Anche l'ITUC (International trade union confederation) ha dato la sua adesione.
'L'Ora della Terra' è un'iniziativa, nata nel 2007 nella città di Sidney. Nel 2011 ha raccolto l’adesione di oltre 2 miliardi di persone per circa 5200 città in 135 nazioni, coinvolgendo contemporaneamente comuni cittadini, istituzioni, sindacati, imprese e associazioni.
“Lo spegnimento della luce, contemporaneo in tutte le nostre sedi, moltiplicherà il valore dell'adesione della nostra organizzazione e concorrerà a sostenere un gesto simbolico in favore della lotta ai cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile” spiega la CGIL ribadendo, inoltre, la consapevolezza che “questo spegnimento, per un'ora soltanto, è poca cosa rispetto all'enormità dei rischi che incombono sul Pianeta per l'insensato e insostenibile sfruttamento delle sue risorse e dell'ambiente che ci ospita”.
Tuttavia, prosegue la CGIL, “pensiamo che questa mobilitazione mondiale volontaria possa alimentare la consapevolezza diffusa e concorrere insieme alle tante iniziative ed esperienze a fare pressione, in vista della Conferenza di RIO+20, sui diversi Governi, nazionali e sovranazionali, perché promuovano rigorosamente con politiche adeguate ed efficaci, la transizione ad una economia a basse emissioni di carbonio”. Questa direzione, conclude la CGIL “è obbligata, pena compromettere irrimediabilmente la possibilità di avere un futuro per la terra e i suoi abitanti”. 


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lunedì 26 marzo 2012

SPI CGIL, basta maltrattamenti e violenze sugli anziani nelle case di riposo.
 
“Ancora una casa di riposo clandestina. Ancora maltrattamenti ad anziani soli, indifesi e non autosufficienti. Ancora aguzzini che guadagnano sulla pelle delle persone più fragili e più deboli. E’ ora di dire basta. C’è bisogno di un risveglio collettivo per far emergere tutte quelle strutture residenziali che non sono a norma, che non svolgono correttamente la propria funzione e che approfittano della condizione di indigenza degli anziani offendendo e calpestando la loro dignità”. E’ questo il duro commento del Segretario Generale dello SPI CGIL Carla Cantone in merito al blitz dei carabinieri che ha portato alla scoperta di una casa di riposo clandestina a Rocca Priora, in provincia di Roma, dove risiedevano almeno dieci anziani in condizioni di assoluto degrado.
“Ci rivolgiamo alle istituzioni - ha continuato Cantone - affinché mettano fine a questa piaga avviando un’attività di controllo a tappeto su tutto il territorio nazionale. Ma ci rivolgiamo anche ai familiari, agli operatori, alla cittadinanza chiedendo loro di vigilare di più e di segnalare alle autorità competenti l’esistenza di case di riposo clandestine e di tutte quelle dove gli anziani vengono maltrattati e abusati”.
“Le strutture residenziali - ha concluso il Segretario Generale dello SPI CGIL - devono essere strutture aperte ai controlli e alle visite di parenti e di esterni e devono diventare luoghi dove gli anziani possano vivere un’esistenza il più possibile dignitosa e serena. Ne vale della civiltà del nostro paese”.







venerdì 23 marzo 2012


ORDINE DEL GIORNO CONCLUSIVO DEL COMITATO DIRETTIVO
CGIL NAZIONALE    DEL 21 MARZO   2012

Il Comitato Direttivo nazionale della CGIL valuta grave e inaccettabile, per ragioni di metodo e di merito, il modo con il quale il Governo ha inteso concludere il negoziato sulle modifiche legislative del mercato del lavoro. Mentre il Paese precipita nella recessione, anche per le scelte compiute dallo stesso Governo, si è deciso di guardare ai mercati finanziari e di garantire le scelte sbagliate di politica economica europea non dando alcun valore alla coesione sociale nella prossima fase del Paese, in assenza di politiche di crescita che diano risposte all’occupazione e al Sud.
Infatti il Governo non ha mai inteso modificare in alcun modo le proprie proposte
sull’art. 18 con l’obiettivo di rendere più facili i licenziamenti ingiustificati. Mentre
sono state accolte buona parte delle richieste di Confindustria e delle piccole
imprese il Governo si è mosso in continuità con le sue precedenti scelte. Con la
modifica del sistema pensionistico, con le liberalizzazioni per quanto riguarda i
lavoratori del trasporto  pubblico e del commercio, con le iniziative fiscali
reintroducendo l’Imu sulla prima casa, aumentando le aliquote Irpef regionali e
comunali, aumentando l’Iva e le accise sulla benzina, si è voluto scaricare sul lavoro
e sui pensionati l’emergenza finanziaria frutto anche del fallimento del Governo
precedente.
Il giudizio di merito che si può dare sull’insieme del negoziato è il seguente:
-  c’è un’evoluzione, che per noi certo non basta, delle forme di precarietà in  ingresso, dovuta alle richieste del Sindacato, ed in particolare della CGIL, durante il negoziato;
- è sempre grazie al nostro lavoro che è dovuto il miglioramento per durata e quantità dell’ASPI (il nuovo assegno di disoccupazione) rispetto all’attuale IDO anche se non è ancora garantita l’universalità degli ammortizzatori sociali in particolare modo per gli attuali precari e per i lavoratori delle piccole imprese mentre si sono pesantemente indebolite le tutele dei lavoratori più anziani e si restringono quelle oggi operanti nel Mezzogiorno (anche se siamo riusciti a spostare il tutto al 2017)
si è demolito l’effetto di deterrenza dell’art. 18 quale diritto ad una tutela per far valere l’insieme dei diritti, aprendo all’unilateralità del potere aziendale nella vita concreta nei luoghi di lavoro.
Si apre oggi una grande battaglia e una grande sfida nel Paese e nella comunicazione, nei territori e nei luoghi di lavoro. L’obiettivo di questa battaglia deve essere quello di radicali proposte di modifica ai provvedimenti del Governo da presentare all’insieme del Parlamento.
Tali modifiche dovranno innanzitutto riguardare la conferma e il miglioramento dei risultati ottenuti sulla precarietà garantendo prospettive di qualità per il lavoro dei giovani, l’universalità del sistema degli ammortizzatori verso i precari e le piccole imprese e il reinserimento della mobilità per i lavoratori over 50.
Sui licenziamenti le modifiche dovranno riguardare la ricostruzione
dell’effetto di deterrenza dell’art. 18 a partire dalla riconquista della reintegra
come diritto essenziale per la tutela dei lavoratori coinvolti nel licenziamento.
Il Comitato Direttivo della Cgil proclama 16 ore di sciopero per tutti i settori, parte delle quali verranno concentrate in un’unica giornata con manifestazioni territoriali in una data a breve decisa dalla Segreteria nazionale sulla base dei calendari parlamentari.
Il Comitato Direttivo della CGIL chiama tutta l’Organizzazione a gestire le ore
di sciopero per una fase di mobilitazione assolutamente straordinaria
attraverso una campagna massiccia di assemblee, anche con ore di sciopero,
una raccolta di firme che demistifichi la campagna che i provvedimenti vanno
a favore dei giovani e dei precari, iniziative verso le singole imprese perché
manifestino dissenso per le scelte del Governo sui licenziamenti,
manifestazioni davanti al Ministero del Lavoro dei lavoratori in accordi di
mobilità, in esodo o licenziati, oltre  a tutti quelli che oggi sono rimasti coinvolti o imprigionati dalla modifica delle pensioni in lunghi periodi senza nessuna tutela del reddito, manifestazioni davanti al Ministero della Funzione Pubblica e della Pubblica Istruzione per i contratti pubblici e per la riduzione della precarietà nel pubblico  impiego, articolazioni di scioperi aziendali, territoriali e categoriali con l’obiettivo di rendere diffusa ed evidente la mobilitazione nel Paese con un forte coordinamento confederale nazionale.
A conclusione di questo percorso il Direttivo nazionale della CGIL si riconvocherà per valutare la fase e le ulteriori iniziative che verranno ritenute necessarie.

Approvato con 95 sì, 2 no e 13 astenuti



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giovedì 22 marzo 2012



La CGIL si prepara a una mobilitazione dura che cambi le norme del governo
“I provvedimenti del governo sul mercato del lavoro, uniti alle precedenti scelte contengono un evidente tratto di ingiustizia verso lavoratori e pensionati e ripercorrono le strade di altri paesi sul superamento del modello sociale europeo. Il governo punta a imporre un ruolo residuale del sindacato confederale italiano e delle forze sociali e a introdurre un modello assicurativo individuale al posto del patto sociale storico”. Così Fulvio Fammoni, Segretario Confederale della CGIL, ha introdotto i lavori del Direttivo della CGIL riunito a Roma per discutere le contromosse del sindacato.

“Nel corso dei tre anni di governo Berlusconi – ha spiegato Fammoni -  abbiamo svolto un ruolo fondamentale: abbiamo tenuta aperta la speranza di cambiare. Ora dobbiamo passare ad una fase diversa dobbiamo ottenere risultati tangibili e mirare ad un disegno sociale e culturale alternativo: il primo nostro obiettivo è la modifica in parlamento delle norme proposte dal governo a partire da quelle sull'articolo 18”.

Fammoni ha analizzato punto per punto tutte le proposte del governo per la riforma del mercato del lavoro, smontando anche molte delle affermazioni dello stesso governo in particolare sui giovani e gli ammortizzatori. Al contrario moltissimi sono i punti ancora non risolti, soprattutto per quanto riguarda l'accesso dei giovani e per quanto riguarda l'universalità degli ammortizzatori sociali.

“Con le nuove norme – ha detto Fammoni – è molto facile prevedere che nei prossimi due/tre anni si avvii un vero e proprio processo di espulsione di massa di lavoratori ultracinquantenni che si troveranno senza lavoro e senza aver raggiunto i requisiti per la pensione. Con la fine prospettata della mobilità ci sarà un incentivo oggettivo ad espellere il maggior numero di lavoratori e le norme sul lavoro si mescoleranno a quelle sulla pensione. Migliaia di persone potrebbero così restare senza lavoro e senza pensione”.

Fammoni ha criticato anche i meccanismi di accesso alla nuova Aspi e la necessità di fare di più per la cancellazione delle variegate forme di contratto falso autonomo, che nascondono lavoro subordinato a tutti gli effetti.

Fammoni ha anche spiegato che il ruolo del sindacato nel corso della trattativa ha portato comunque a risultati. “Abbiamo introdotto il tema della crisi e dell'emergenza occupazione, spostato la fine degli ammortizzatori in deroga oltre il 2012. Abbiamo ottenuto che la Cassa integrazione straordinaria fosse mantenuta, mentre l'ipotesi iniziale era la sua cancellazione, una transizione di 5 anni".

Altri risultati sono in tema di stage, tirocini con la cancellazione di una delle forme più precarizzanti come gli associati in partecipazione ma le proposte del governo sui licenziamenti facili e sulla cancellazione dell'istituto della mobilità non vanno bene, così come occorre un vero sistema universale di ammortizzatori sociali. Per questo la CGIL si farà carico di una sua proposta da presentare in Parlamento per cambiare quella del governo.

In ogni caso la CGIL è già pronta a dare battaglia contro le norme proposte dal governo per la riforma del mercato del lavoro e in particolare per l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Una mobilitazione che sarà dura e articolata e che punta a ottenere risultati concreti durante il dibattito parlamentare della riforma. “Non sarà la fiammata che si esaurisce in un giorno che il governo ha messo in conto e abbiamo il dovere di portare a casa dei risultati prima che si avvii un biennio di espulsioni di massa nelle aziende”, ha detto oggi Fulvio Fammoni, segretario confederale, introducendo la riunione in corso del Direttivo nazionale.

Ecco una prima scaletta di massima delle iniziative:

1) Petizione popolare per raccogliere milioni di firme
2) Iniziative specifiche con i giovani per contrastare le norme sbagliate sul precariato
3) Campagna nazionale a tappeto di informazione in tutti i territori
4) Prime mobilitazioni nei posti di lavoro e nei territori
5) Assemblee in tutti i luoghi di lavoro
6) Avvio del lavoro con la Consulta giuridica per i percorsi legali (ricorsi, ecc)
7) 16 ore di sciopero: 8 per le assemblee e iniziative specifiche e 8 ore in un'unica giornata con manifestazioni territoriali e assemblee nei posti di lavoro. La data sarà definita sulla base del calendario della discussione in Parlamento. 
 
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