martedì 11 settembre 2012



Crisi: Camusso, su reddito e lavoro subito una piattaforma di obiettivi raggiungibili
Dal Comitato Direttivo della CGIL, il Segretario Generale ha annunciato una mobilitazione di "lunga durata" fino allo sciopero generale se non ci saranno, da parte del Governo, risposte positive su redditi e lavoro. Dall'incontro di domani, tra governo e sindacati, il leader della CGIL si augura possano arrivare delle prime risposte nella direzione di equità e crescita, “visto che finora ci sono state solo scelte di rigore, pagate prevalentemente dai lavoratori dipendenti e dai pensionati”
Lo sciopero dei lavoratori pubblici, già proclamato dalle categorie di CGIL e UIL per il prossimo 28 settembre; una “grande” iniziativa di mobilitazione per il lavoro, che riunifichi le tante vertenze aperte, da tenersi nel mese di ottobre; infine lo sciopero generale se nella Legge di stabilità non ci saranno risposte positive su redditi e lavoro. E' questo il percorso di mobilitazione di lunga durata indicato oggi dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, nella relazione che ha aperto i lavori del Comitato Direttivo del sindacato di Corso d'Italia.
Secondo il leader della CGIL, “data la congiuntura” e con “un governo tecnico a fine legislatura” è necessario “definire una piattaforma di rivendicazioni e obiettivi raggiungibili e decidere le adeguate iniziative di mobilitazione a sostegno”.
Al centro della piattaforma, secondo Camusso ci devono essere i temi del reddito e del lavoro. Per quanto riguarda il reddito, ha detto il segretario generale della CGIL, “servirebbe una riforma fiscale, che parta dalla patrimoniale, ma è difficile immaginare che possa essere realizzata da un governo a fine legislatura. Per questo è necessario utilizzare subito le risorse recuperate con la lotta all'evasione fiscale per detassare le tredicesime dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e ridare così un pò di ossigeno a coloro che in questi ultimi mesi hanno visto aggravare pesantemente le loro condizioni materiali, pagando più di altri il rigore imposto dal governo e salvando il paese dal baratro”.
Sul tema del lavoro, invece, Camusso ha ribadito la necessità di “un intervento pubblico immediato da parte del governo per riunificare le tante vertenze aperte nel paese, a cominciare da Alcoa, e trovare soluzioni di tutela delle attività produttive accompagnandole fuori dalla crisi”. Nel suo intervento il numero uno della CGIL ha sottolineato, inoltre, “come siano necessarie politiche industriali e per il lavoro da parte del governo, considerando chiusa la stagione del mercato regolatore, e come sia necessario definire le direttrici del paese, stabilendo in quale direzione dobbiamo andare”.
Sullo stesso tema il segretario della CGIL, ha anche evidenziato il ruolo propositivo della confederazione, che sta realizzando un “Piano per il lavoro” che contiene un'idea per il paese e il suo assetto strategico, aperto anche al contributo di esterni e che il sindacato di Corso d'Italia conta di varare in occasione della prossima Conferenza di programma.
Nella relazione Camusso non ha dimenticato la riforma delle pensioni e del mercato del lavoro, ribadendo il giudizio negativo della CGIL e affermando che “nella prossima legislatura andranno cambiate”.
Dall'incontro di domani, tra governo e sindacati, il leader della CGIL si augura possano arrivare delle prime risposte nella direzione di equità e crescita, “visto che finora ci sono state solo scelte di rigore, pagate prevalentemente dai lavoratori dipendenti e dai pensionati”.

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giovedì 6 settembre 2012




Pensioni: SPI CGIL, riforma dannosa, ha alimentato nuovi poveri.

“Lo avevamo detto e lo avevamo spiegato in tutti i modi possibili sin dall'inizio della storia: aumentare a tutto volume l'età pensionabile non avrebbe risolto nulla, ancor meno il problema dei giovani”. A sottolinearlo, in un intervento su 'l'Unità', è Carla Cantone, Segretario Generale dello SPI CGIL.
“Ora i dati ISTAT e fonti sociali ed economiche - sottolinea la dirigente sindacale - scoprono i cosiddetti altarini e dicono la verità sui giovani disoccupati, sulla continua perdita di posti di lavoro e su una dannosa riforma delle pensioni che non ha aiutato ne' la crescita, nè l'occupazione, nè la riduzione della precarietà, ma ha solo alimentato nuovi ulteriori e disperati poveri. Hanno fatto tombola!"
“Allora - avverte Cantone - il governo, almeno quello che verrà, deve tenere conto di tutto questo ponendo in cima alle priorità l'occupazione, le politiche industriali, la crescita, il sostegno allo stato sociale per produrre sviluppo e giustizia sociale. Non so se si chiama Patto per il lavoro o Patto per la crescita, so che di questo c'è urgente bisogno”.

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Pensioni: CGIL, il problema degli esodati non è risolto. Inutile camuffare i numeri come fanno Inps e governo.

“Il presidente dell'Inps, Mastrapasqua insiste nel dire che il problema  degli esodati è risolto, ma sbaglia: dopo gli interventi legislativi ci sono ancora migliaia di persone che continuano a non essere coperte da nessuna garanzia e che rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione”. Lo dice Vera Lamonica, segretario confederale della CGIL in risposta ad alcune dichiarazioni del vertice dell'istituto di previdenza.

“Ora il numero reale degli esodati, secondo i vertici dell'istituto di previdenza, corrisponderebbe esattamente a quello definito dal ministro del welfare, Fornero e dal Parlamento. Tutti gli altri sono fantasmi? Si tratta evidentemente di un'affermazione che viene smentita dai fatti ogni giorno e per noi il problema sarà risolto solo quando a tutte le persone coinvolte verrà garantito il diritto alla pensione”.


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lunedì 3 settembre 2012




La Segreteria Confederale della CGIL esprime il suo cordoglio per la scomparsa del cardinale Carlo Maria Martini, figura di spicco nella Chiesa milanese e nazionale. E' stato un uomo di Chiesa, si legge in una nota di Corso Italia, che ha avuto sempre una grande attenzione e una grande sensibilità verso i temi del lavoro, un uomo che ha speso tutta la sua vita di religioso in favore dei poveri e degli umili.


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venerdì 31 agosto 2012


La CGIL ricorda Basaglia a trentadue anni dalla sua morte
Il 29 agosto 1980, moriva Franco Basaglia. Chiudendo i manicomi aveva detto: “abbiamo dimostrato che l’impossibile può diventare possibile”. Per la CGIL l’impegno continua
» StopOPG le prossime mobilitazioni per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari
La legge 180, sbocco e mediazione politica dell’azione di Basaglia, cancellando l’impostazione repressiva della psichiatria, ha dato un contributo fondamentale per lo sviluppo della democrazia e delle libertà nel nostro Paese. Ha posto fine a secoli di abusi nei confronti di migliaia di persone obbligate all’internamento nei manicomi, restituendo loro libertà e dignità. Proprio qui sta il valore centrale della legge 180: nella sua spinta liberatrice e nell’idea di società che include, che accoglie, che soccorre, in cui ogni essere umano ha piena cittadinanza.
E’ importante ricordare che il lavoro di Basaglia è stato “lavoro di gruppo”, e che prosegue: ancora oggi moltissimi operatori, associazioni di cittadini utenti e familiari sono impegnati per affermare il diritto alla salute mentale e a trattamenti sanitari sempre rispettosi della dignità della persona, come afferma la nostra Costituzione. Basti pensare alla campagna stopOPG per l‘abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.
Sappiamo bene che la riforma Basaglia è positiva e ricca di successi ma non è ancora stata pienamente applicata: il diritto alla salute mentale non è garantito ancora su tutto il territorio nazionale. Si sono riaperte strutture residenziali molto simili ai vecchi ospedali psichiatrici e spesso sono i farmaci l’unica risposta al bisogno di cura. Questa situazione di abbandono di chi soffre e delle loro famiglie offre pretesti ai “nostalgici” del manicomio. Basta pensare ai disegni di legge contro la legge 180 presentati anche quest’anno in parlamento.
Certo i tagli al Servizio sanitario e al welfare aggravano la situazione, indeboliscono per primi i servizi territoriali: dai Dipartimenti di Salute Mentale ai servizi sociali, e producono nuove esclusioni e disagi. Per questo insistiamo con Governo e Regioni: bisogna investire per la salute mentale, garantire 24 ore su 24 la “presa in carico” delle persone e dei loro familiari nei servizi territoriali, con Centri di Salute Mentale accoglienti, servizi domiciliari e residenziali e per l’inclusione lavorativa, abitativa e sociale.  Questo serve non smantellare la 180 e tornare al manicomio, sarebbe un’incivile scorciatoia, che nega dignità e diritti a chi soffre di disagio mentale, e limita la libertà per tutti.
Siamo convinti che il modo più giusto per ricordare Franco Basaglia sia continuare l’impegno per dimostrare ancora che “l’impossibile può diventare possibile”.

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mercoledì 4 luglio 2012

Spending Review: Camusso, Governo criptico e reticente
Il governo non convince i sindacati che mantengono alto lo stato di mobilitazione. Negativo il giudizio della CGIL su quanto presentato oggi alle parti sociali: “ci preoccupa la genericità delle tante indicazioni e la concretezza dei numeri solo sul personale". La CGIL teme che la revisione della spesa pubblica si traduca esclusivamente in tagli lineari e non in una politica di efficienza per evitare gli sprechi

Il piano sulla spending review presentato oggi (3 luglio) dal governo alle parti sociali non convince i sindacati che mantengono alto lo stato di mobilitazione.“Il Governo ha fatto una comunicazione criptica e reticente” ha dichiarato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso uscendo dall'incontro. “Siamo preoccupati - ha proseguito - non ci sono state date le cifre”.
Le uniche cifre fornite dal Premier Mario Monti sono state: il taglio del 20% dei dirigenti della Pubblica amministrazione, del 10% dei dipendenti e di un altro 20% delle consulenze. E' questa la strada indicata dal governo per recuperare i 4miliardi necessari per evitare l'aumento dell'IVA a settembre. La scure del governo, così come sospettato dai sindacati, rischia di abbattersi di nuovo sui soliti noti. A pagarne le spese, infatti, il pubblico impiego e la sanità, un'ulteriore ferita che rischia di essere inflitta al welfare socio-sanitario italiano. “Questi sono gli unici numeri dati - insiste Camusso - sul resto sono state dichiarate intenzioni, alcune anche condivisibili come l'accorpamento dei piccoli enti locali e delle province”.
La “genericità” delle tante indicazioni e la “concretezza dei numeri solo sul personale” allarmano la CGIL, preoccupata che la revisione della spesa pubblica si traduca esclusivamente in tagli lineari e non in una politica di efficienza per evitare gli sprechi.
Giudizio negativo della CGIL su quanto annunciato oggi dal governo, inoltre il sindacato guidato da Susanna Camusso critica il metodo adottato dall'esecutivo chiedendo l'apertura immediata di un confronto per evitare il ripetersi delle modalità già adottate nel corso delle riforme precedenti: dalla manovra SalvaItalia, alla riforma delle pensioni e del lavoro. Il Consiglio dei ministri potrebbe varare il decreto di tagli alla spesa pubblica già venerdì 6 luglio, come annunciato oggi dal Premier Monti.


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Spending review: SPI CGIL, con tagli a welfare e sanità si va verso la Caporetto dello Stato sociale italiano
“Con ulteriori tagli al welfare alla sanità si andrebbe incontro alla ‘Caporetto’ dello stato sociale del nostro paese e un numero spropositato di anziani si ritroverebbe senza alcuna forma di assistenza socio-sanitaria”. E’ quanto ha dichiarato il Segretario generale dello SPI CGIL Carla Cantone esprimendo le proprie preoccupazioni in merito alla Spending review che il governo si appresta a presentare.
“Di voci da tagliare sul sociale - ha continuato Cantone - non ce ne sono davvero più visti i drastici tagli operati negli anni dal governo Berlusconi. Sulla sanità, invece, da tagliare ci sono gli sprechi e le consulenze perché tutto quello che era riferito ai servizi e ai livelli delle prestazioni è stato già ridotto al lumicino”.
“Dal governo - ha concluso il Segretario generale dello SPI CGIL - ci aspettiamo che dia ascolto a quanti, come il Segretario del Pd Bersani, stanno chiedendo a gran voce di non colpire ancora una volta la povera gente ma di andare a prendere le risorse dove ci sono e dove sono state fino ad oggi impropriamente destinate”.

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