LETTERA DI UNA DONNA ALBANESE A BERLUSCONI

giovedì 29 settembre 2011

Riceviamo e pubblichiamo


La scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto questa lettera al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”. In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.

NATA FEMMINA

Egregio Signor Presidente del Consiglio,
le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: “le belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo fare un’eccezione”.
Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite dea Garbagnate Milanese fino in Sicilia: Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate.
A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana.
Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quant'altri. E' solo allora – tre anni più tardi – che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre o nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.
Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo.
E' una storia lunga, Presidente....Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio. In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e dello loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite.
Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci,
Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuriano varie polemiche, ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne è messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi; mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch'io a tutte le donne albanesi.

Merid Elvira Dones


P.S. Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione spero sentano l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad altre persone. Grazie. Elvira

I SINDACATI DEL MONDO CON LA CGIL

lunedì 29 agosto 2011



Sciopero Generale: l'appoggio e la solidarietà internazionale  
La Confederazione dei Sindacati delle Americhe e le organizzazioni sindacali presenti all'incontro annuale di coordinamento sulle politiche di cooperazione sindacale, riunitisi a Panama il 25 agosto, hanno manifestato il loro appoggio e la loro solidarietà allo Sciopero Generale del 6 settembre promosso dalla CGIL. 

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ANCHE L'ANPI PER LO SCIOPERO GENERALE


Sciopero generale: il sostegno dell'ANPI alla mobilitazione del 6 settembre  
L’ANPI, nel denunciare l’iniquità di una manovra finanziaria che comprime pesantemente i diritti del lavoro, manifesta il proprio sostegno allo sciopero indetto dalla CGIL per il 6 settembre prossimo. Occorre un no unitario e responsabile a provvedimenti che, lontano dal risolvere efficacemente la crisi che attraversa il Paese, producono come unico risultato l’aggravamento delle già precarie condizioni di lavoro di tanti italiani.
Resta fermo per l’ANPI, in ogni caso, l’obbiettivo imprescindibile dell’unità sindacale, particolarmente importante e decisiva in momenti così difficili per la vita del Paese.


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ESPRIMIAMO LA NOSTRA INDIGNAZIONE CONTRO LE SCELTE DEL GOVERNO


Il Governo, con le manovre finanziarie di luglio e agosto e con le recenti “gratuite e provocatorie proposte”, colpisce (penalizza): le persone malate (con il super-ticket), le pensioni di reversibilità e le indennità di accompagnamento.
Per fermare queste “mazzate” sui redditi e sulla dignità dei lavoratori, dei pensionati e degli invalidi (disabili e non autosufficienti), lo sciopero generale nazionale del 6 settembre 2011, proclamato dalla CGIL, sarà anche una grande manifestazione di “indignazione popolare” contro gli attacchi del governo ai diritti delle persone.


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SCIOPERO GENERALE CONTRO LA MANOVRA DEL GOVERNO



CGIL Veneto: 6 settembre sciopero e manifestazione a Mestre

Sarà una manifestazione regionale in piazza Ferretto a Mestre ad accompagnare nel Veneto lo Sciopero Generale che la CGIL ha indetto per il 6 settembre contro la manovra del Governo.
Lo ha deciso la Segreteria regionale dopo un incontro con i Segretari Generali delle Camere del Lavoro e della categorie che ha rimarcato la particolare negatività dell’impatto di un simile provvedimento sul tessuto sociale ed economico di una regione a forte vocazioni industriale come il Veneto, falcidiato da una crisi che vede attualmente 223 aziende a rischio di chiusura, un’ondata di licenziamenti collettivi in forte crescita rispetto all’anno scorso (+25%), un ulteriore aumento della precarietà, la mortificazione dei giovani tra cui la disoccupazione continua e crescere e sta prendendo largamente piede il fenomeno dei neet (soggetti che non studiano e non lavorano) saliti in due anni dal 12% al 17% del totale della popolazione tra i 15 ed i 34 anni presente in regione “La manovra - dice Viafora - non dà nessuna risposta a questa situazione ed anzi appesantisce ulteriormente le condizioni delle famiglie venete, impoverite dal combinato della perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni accumulatasi dal 2000 ad oggi e dagli effetti di quasi quattro anni di crisi pagati con cassa integrazione, erosione dei risparmi, barriere alla crescita sociale delle forze più giovani e vitali.
Per questo come CGIL abbiamo deciso di contrastare anche con lo sciopero generale questo provvedimento dal carattere depressivo e socialmente iniquo che chiede sacrifici a lavoratori e pensionati, toglie ossigeno a Comuni e Regioni, taglia servizi e tutele sociali, attacca i diritti dei lavoratori a partire dall’articolo 18 e rischia di cancellare i contratti nazionali, mentre usa una mano più che leggera con gli evasori fiscali ed i possessori di grandi rendite finanziarie e patrimoni.
Lo facciamo mettendo in campo proposte che segnino un punto di svolta rispetto ad una linea ed una condotta politica che ha portato al disastro il paese da parte di un Governo ormai commissariato dall’Europa ed incapace di procedere se non a colpi di decreti e di voti di fiducia.
Dalle assemblee che stiamo facendo in questi giorni troviamo una forte condivisione della nostra scelta da parte dei lavoratori che attendiamo numerosi alla manifestazione in piazza Ferretto. Una controprova l’abbiamo avuta nella giornata odierna dalla buona riuscita della mobilitazione dei lavoratori pubblici che hanno dato vita a più di 70 presidi davanti a Ulss e Municipi. Alla manifestazione ci aspettiamo l’adesione dei molti Sindaci preoccupati per le sorti delle loro comunità che rischiano di veder accrescere tasse e tariffe locali e ridurre i servizi a fronte della stretta imposta dalla manovra.
Nei prossimi giorni saremo nelle piazze e nei mercati con gazebo organizzati dal sindacato dei pensionati assieme alla CGIL ed agli studenti per presentare ai cittadini le nostre proposte e chiedere il sostegno alla nostra battaglia a partire dalla sottoscrizione di una petizione contro la decisione di abolire (unico paese in Europa e nel mondo!) le festività civili.
Infine un appello specifico lo rivolgiamo a tutti quei giovani che non vogliono rassegnarsi ad un futuro di negazione dei diritti e della dignità nel lavoro. La CGIL il 6 settembre sarà in piazza anche per sostenere le loro giuste aspettative di vita e di lavoro”.

 



QUALCUNO VUOLE RISCRIVERE LA STORIA

venerdì 8 luglio 2011

Care/i compagne/i,
Vi segnalo questa importante manifestazione indetta dall’ANPI
Provinciale di Venezia per sabato 23 luglio p.v. a San Donà
di Piave contro la proposta di legge “Fontana” (n. 3442),
approvata di recente dalla Commissione Difesa della Camera
dei Deputati che prevede il riconoscimento giuridico e quindi
anche la concessione di contributi finanziari pubblici a tutte,
indistintamente, le associazioni combattentistiche e d’arma.
Previo il parere del Ministro della Difesa che acquisirebbe in tal
senso un vero e proprio strapotere.
Compatibilmente con il Vostro periodo di “tregua”, Vi chiedo di
diffondere questa comunicazione e di garantire la
partecipazione.
Fraterni saluti.

                                                             Il Segretario Generale
                                                  dello SPI Metropolitano di Venezia
                                                                 Angiola Tiboni






 NO ALLA RISCRITTURA DELLA STORI
 EQUIPARANDO VITTIME E CARNEFICI

SABATO 23 LUGLIO 2011
S. DONA’ DI PIAVE
PRESSO “HOTEL FORTE DEL 48”- ORE 17.00-
INCONTRO PUBBLICO

Per impedire l’equiparazione tra i repubblichini di Salò e i liberatori

PRESIEDE: Maria Rossito-Presidente Anpi- S.Donà di Piave.
INTRODUCE: Marcello Basso-Presidente Anpi Provinciale di Venezia.
INTERVIENE: Maurizio Angelini-Presidente Anpi Regionale Veneto.
CONCLUDE: Franco Busetto- Comitato Nazionale Anpi


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LA SEGRETARIA DELLA CGIL SCRIVE A CISL E UIL

Fissare al più presto una riunione delle tre segreterie per valutare una possibile posizione comune sulla manovra e eventuali iniziative unitarie. E’ la richiesta che fa il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, in una lettera inviata oggi ai numeri uno di CISL e UIL, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

Nel testo della lettera della leader di Corso d’Italia si legge: “Caro Raffaele, Caro Luigi, credo sia indispensabile - tenendo conto di quanto è stato detto – valutare se abbiamo una posizione comune riguardo la manovra finanziaria del Governo e quali iniziative unitarie assumere. Vi chiederei, pertanto, di fissare insieme al più presto una riunione delle tre segreterie”.

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