giovedì 25 ottobre 2012
lunedì 15 ottobre 2012
Oggi
i lavoratori dipendenti vedono retribuirsi l'intera giornata di lavoro:
la legge di stabilità prevede che la retribuzione scenda al 50%, a
meno che il dipendente non usufruisca dei permessi perché egli stesso
affetto da patologie, o per assistere i figli o un coniuge.
Legge 104: i tre giorni di permesso retribuiti solo a metà
Decreto stabilità: fuori chi ha genitori disabili. Sindacati sul piede di guerra.
La legge di stabilità prevede tagli anche sui permessi previsti
dalla legge 104/1992, la norma che consente a un parente di un disabile
o di una persona affetto da handicap di usufruire di tre giorni al mese
di permessoper prendersi cura del congiunto.
La retribuzione è quindi dimezzata per chi deve assistere i genitori disabili.
Cgil: "Norma scandalosa"
Sul piede di guerra i sindacati. Per la Cgil, si tratta di un atto di
discriminazione che creerà ulteriori differenze fra i cittadini. Secondo
Nina Daita, responsabile dell’Ufficio disabilità della Cgil nazionale,
la norma contenuta nel Dl Stabilità è “scandalosa e indecente. Non
troviamo termini migliori per descrivere l’ennesimo taglio
all’assistenza delle persone disabili.
Con il dimezzamento della
quota delle retribuzioni dei lavoratori che assistono genitori disabili
si colpiscono ancora una volta i più deboli”. Protestano anche le
associazioni che rappresentano le persone disabili.
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lunedì 8 ottobre 2012
giovedì 20 settembre 2012
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SPI CGIL,
14cesime, per i pensionati piove sul bagnato. Il 25/9 chiederemo conto
all’INPS
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“Il prossimo 25 settembre incontreremo
l’Inps e gli chiederemo conto delle lettere che sta per inviare sulla
restituzione delle quattordicesime del 2009. Di certo c’è che piove sul
bagnato perché si tratta dell’ennesimo provvedimento ai danni di una categoria
già duramente colpita dalle politiche senza equità operate dal governo”. Lo
dichiara il Segretario generale dello SPI CGIL Carla Cantone.
“E’ davvero inconcepibile che l’Inps operi dei controlli molto
tempo dopo aver erogato la quattordicesima – ha continuato Cantone – perché
questo vuol dire che ogni anno ci ritroveremo con centinaia di migliaia di
persone che dovranno rinunciare ad una parte della propria pensione. E’ un
meccanismo che non può funzionare e che rischia di peggiorare ulteriormente la
condizione dei pensionati e degli anziani nel nostro paese”.
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martedì 11 settembre 2012
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