| Immigrazione: 'Italia sono anch'io', 50mila firme raccolte per 'ius soli' Martedì 6 marzo consegna alla Camera dei Deputati La campagna 'L'Italia sono anch'io' per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza ai cittadini migranti, tra cui lo 'ius soli', ha raggiunto l'obiettivo. Sono state raccolte oltre 50 mila firme necessarie per presentare le due proposte di legge di iniziativa popolare per una riforma della legge che attualmente regolamenta l’accesso alla cittadinanza per le persone di origine straniera e l’introduzione del diritto di voto alle elezioni amministrative per gli stranieri residenti. Il 6 marzo alle 11.30 le organizzazioni promotrici della campagna, tra le quali la CGIL, consegneranno le firme alla Camera dei Deputati e alle 12.30 terranno una conferenza stampa. All’incontro saranno presenti il presidente del comitato promotore de 'L’Italia sono anch’io' Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’ANCI, esponenti delle organizzazioni promotrici, tra cui la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, e alcuni dei testimonial che, per la nuova campagna di comunicazione, hanno accettato di ‘metterci la faccia’. Fra questi il giocatore dell’Ascoli Piceno di origine senegalese Papa Waigo e l’attrice di origine rom Dijana Pavlovic. L’Italia sono anch’io è stata promossa, nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del comitato promotore è il sindaco Graziano Delrio. ------------------------------------------------------ | ||
CITTADINANZA
lunedì 5 marzo 2012
TRATTATIVA COL GOVERNO
martedì 28 febbraio 2012
CRESCE IL WELFARE CRESCE L'ITALIA
venerdì 24 febbraio 2012
| Conferenza nazionale 'Cresce il Welfare cresce l'Italia', 1 e 2 marzo a Roma |
| Oltre 50 organizzazioni, tra le quali la CGIL, promuovono due giornate di confronto e mobilitazione per discutere del futuro del nostro sistema di protezione sociale e, dunque, della nostra democrazia - |
| Oltre cinquanta organizzazioni, tra le quali la CGIL, promuovono per l'1 e il 2 marzo due giornate di confronto e mobilitazione sulle Politiche Sociali dal titolo 'Cresce il Welfare, cresce l'Italia'. I lavori della Conferenza nazionale inizieranno giovedì 1 marzo alle ore 10 per poi riprendere alle ore 9 del giorno successivo e si terrano presso il Centro Congressi Frentani, in via dei Frentani, 4 a Roma. “Il welfare - si legge nella nota dei promotori - quello straordinario complesso di aiuto e promozione offerto ai cittadini dalla sanità, dall’istruzione, dalla previdenza e dall’assistenza pubbliche, è il risultato più alto realizzato dalle democrazie europee. Ed è stata una condizione essenziale per lo sviluppo economico e sociale che l’Europa ha conosciuto dal dopoguerra a oggi”. I promotori dell’iniziativa considerano, quindi, “non più sostenibile, come ha evidenziato con chiarezza la crisi economica e finanziaria che stiamo attraversando, una prospettiva che veda nel welfare un mero costo, un freno alla crescita economica. Piuttosto, invitano gli attori politici, economici e sociali a ragionare insieme su un nuovo patto per il sociale, una nuova idea di responsabilità collettiva, che tenga insieme libertà e uguaglianza; sviluppo economico, sviluppo sociale, giustizia redistributiva. A Roma, il 1 e il 2 marzo, si parlerà di questo, con chiunque vorrà confrontarsi, perché non è più rinviabile una discussione pubblica, tra opinioni differenti, sul futuro del nostro sistema di protezione sociale e, dunque, della nostra democrazia”. CGIL Nazionale, SPI CGIL e INCA, con la Rivista delle Politiche Sociali e Auser, sono tra i promotori dell'iniziativa. ---------------------------------------------------------- |
SULLE CASE DI RIPOSO
Al via la campagna Spi-Cgil “Aprite quelle porte” per la dignità degli anziani
Aprire le strutture residenziali ai controlli per verificare le condizioni in cui vengono assistiti gli ospiti, per accertare la qualità dei servizi e per smascherare una ad una tutte le “case di riposo lager” dove gli anziani subiscono maltrattamenti e abusi.
E’ questo il fine della campagna nazionale che lo Spi-Cgil ha lanciato oggi dal titolo “Aprite quelle porte. No alle case prigione per gli anziani”.
Una campagna per il rispetto e la dignità delle persone anziane con cui il sindacato dei pensionati della Cgil chiede che le strutture siano aperte 24 ore su 24 ma anche per sollecitare tutti gli operatori del settore, i parenti e le istituzioni a segnalare i casi di violenze ai danni di chi vi risiede.
Tutte le segnalazioni potranno essere inviate all’indirizzo mail apritequelleporte@spi.cgil.it oppure per posta presso la sede nazionale dello Spi-Cgil in Via dei Frentani 4/a 00185 Roma.
Le segnalazioni potranno anche essere inviate all’indirizzo mail di questo blog.
“C’è bisogno di una grande iniziativa sulle condizioni di vita nelle strutture residenziali – ha dichiarato il segretario generale Spi-Cgil Carla Cantone – per rimettere al centro i bisogni della persona e il diritto degli anziani ad essere assistiti e curati nel modo migliore”.
“Queste strutture – ha continuato Cantone – non possono essere considerate dei parcheggi per anziani in attesa del fine vita ma devono essere residenze in cui possano vivere un’esistenza dignitosa e il più possibile serena”.
“Chiediamo a tutti – ha concluso il segretario generale Spi-Cgil – di vigilare su eventuali casi di abusi e maltrattamenti e di segnalarli perché nel nostro paese non vi siano più case di riposo lager”.
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PENSIONI E COESIONE SOCIALE
mercoledì 15 febbraio 2012
| SPI CGIL, rapporto Coesione sociale, occorre tutelare i redditi da pensione |
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| “Occorre tutelare i redditi da pensione, pesantemente colpiti dal governo Berlusconi e ora anche dall’ultima manovra. E’ un appello che rivolgiamo a tutta la politica”. E’ quanto ha dichiarato il Segretario generale dello SPI CGIL Carla Cantone commentando i dati diffusi oggi da ISTAT, INPS e Ministero del Lavoro e contenuti nel Rapporto sulla Coesione sociale. “E’ del tutto inaccettabile – ha continuato Cantone - che nel nostro paese quasi il 50% dei pensionati non arrivi a percepire 1.000 euro al mese. In questi anni ai pensionati è stato chiesto tanto. E’ giunta l’ora di restituire loro qualcosa mettendoli nelle condizioni di vivere un’esistenza libera, autonoma e il più possibile serena”. “E’ un problema – ha concluso il Segretario generale dello SPI CGIL - che la politica non può in nessuna misura sottovalutare e del quale deve occuparsi il prima possibile se non vuole favorire l’ulteriore impoverimento degli anziani”. ----------------------------------------------- |
NON AUTOSUFFICIENZA
martedì 14 febbraio 2012
Sindacati dei pensionati scrivono a Fornero per chiedere incontro sulla non autosufficienza.
I Segretari generali dei Sindacati dei pensionati SPI CGIL, FNP CISL E UILP UIL, Carla Cantone, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima, hanno scritto al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Elsa Fornero, per chiedere un incontro per poter esporre al Ministro idee e proposte sulla non autosufficienza.
Come SPI, FNP e UILP, che insieme rappresentano circa 6 milioni di pensionati e di anziani italiani, – è scritto nella lettera – “abbiamo da tempo posto al centro della nostra attenzione e delle nostre rivendicazioni la necessità di misure adeguate per la tutela delle persone non autosufficienti (sempre più spesso tali per patologie legate all’invecchiamento) e delle loro famiglie.
Il nostro Paese è assolutamente inadeguato a far fronte a quello che è un vero dramma per milioni di cittadini, che si trovano ad affrontarlo spesso in totale solitudine. Riteniamo che un piano di sostegni e di servizi efficaci ed omogenei su tutto il territorio nazionale non possa prescindere da una legge nazionale adeguatamente finanziata. In passato abbiamo dato vita ad una vasta mobilitazione raccogliendo circa un milione di firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare che è stata consegnata in Parlamento e che lì è rimasta ormai da diversi anni.
Oggi - è scritto ancora nella lettera - valutiamo con grande interesse le dichiarazioni del Ministro Balduzzi e del Sottosegretario Guerra sulla necessità di affrontare questo complesso tema e dar vita a una grande iniziativa nazionale sulla non autosufficienza. Le chiediamo pertanto un incontro, per poter esporLe le nostre idee e proposte sulla non autosufficienza, e sui temi ad essa strettamente correlati dei Lea e dell’Isee, e dare il nostro contributo per l’elaborazione di misure strategiche non solo per le persone che rappresentiamo, ma anche per l’intero Paese”.
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LEGGE SULLE PENSIONI
mercoledì 8 febbraio 2012
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Pensioni: 9 febbraio presidio unitario per modifiche previdenziali al Milleproroghe.
CGIL, CISL e UIL chiedono al Parlamento di correggere il provvedimento e al Governo di riaprire il confronto “per rendere il sistema pensionistico più equo e flessibile”. Giovedì sit-in a partire dalle ore 15 a Piazza del Pantheon
CGIL, CISL e UIL promuovono per il 9 febbraio dalle ore 15 a Piazza del Pantheon un presidio unitario, al quale parteciperanno i Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, per chiedere modifiche al decreto Milleproroghe sulle misure di carattere previdenziale.
Il testo di tale decreto approvato alla Camera, infatti, secondo i sindacati “non risolve i problemi che, tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno perso il lavoro (o perchè coinvolti da crisi aziendali o per altre fattispecie), si trovano ad affrontare a seguito dell'innalzamento repentino dei requisiti di accesso al pensionamento”.
Secondo CGIL, CISL e UIL “questi lavoratori e lavoratrici non possono essere costretti ad affrontare periodi senza lavoro, senza più ammortizzatori sociali e senza pensione. Per questo vanno garantite le risorse necessarie alla copertura di questa irrinunciabile esigenza.Inoltre vanno esclusi dalle penalizzazioni in caso di pensione anticipata ad età inferiori ai 62 anni anche i periodi di maternità facoltativa, di congedi per assistenza ai disabili, di cassa integrazione straordinaria, di mobilità e quelli relativi al riscatto della laurea e al riscatto della contribuzione omessa. CGIL, CISL e UIL chiedono anche di eliminare l'aggancio all'aumento dell'aspettativa di vita del requisito contributivo ai fini dell'accesso al pensionamento anticipato”.
Per quanto concerne il problema delle pensioni del comparto scuola e AFAM, dove vige una specifica normativa, per i sindacati “deve essere prevista l'opportunità di far slittare al 31 agosto del 2012 il termine per acquisire i requisiti per l'accesso alle pensioni con le norme previgenti la nuova normativa”.
CGIL, CISL e UIL, infine, continueranno a porre al Governo e al Parlamento “la necessità di restituire un carattere di gradualità nell'accesso al pensionamento senza il quale l'impatto sulle condizioni di vita e di lavoro delle persone, nonché sull'occupazione dei giovani, risulta particolarmente pesante”. Concludono.
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